Alessandra di Apatam racconta il suo viaggio in Guatemala e Honduras

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Alessandra di Apatam racconta il suo viaggio in Guatemala e Honduras

Di questo viaggio porto a casa la sensazione di pace e tranquillità. Se cercate un’esperienza autentica, dove dimenticarvi della frenesia e del cellulare, Guatemala e Honduras sono i posti che fanno per voi.

Un viaggio per tutti

La cosa bella del viaggio in Guatemala e Honduras è che l’itinerario non è mai monotono, per questo lo consiglierei a tutti. Gli appassionati di storia possono visitare i siti archeologici, come quello che abbiamo visto a Copan a Tikal e a Quiriguá e nello stesso tempo avere anche una visione naturalistica ed etnica.

Ci siamo immersi nella natura navigando sul fiume Río Dulce, ammirando la vegetazione che si forma lungo il fiume (circa 44 km di navigazione in barchette). Abbiamo costeggiato le sponde del fiume dove si trovano i villaggi dei pescatori, ma anche i maya che qui sono rifugiati, perché ancora non sono ben visti in Guatemala. Sono in tanti i rifugiati nelle foreste, in mezzo a questi piccoli isolotti lungo il fiume.

E poi c’è la parte finale del viaggio negli altopiani dove si vede il lago Atitlán con i famosi vulcani tutt’ora attivi: una scena bellissima, con i tre vulcani uno a fianco a l’altro che ogni tanto sbuffano dei fumetti neri. La guida ci ha detto che ci sono molti turisti dall’estero che vengono appositamente per fare trekking sui vulcani e che ci sono anche dei piccoli rifugi costruiti lì vicino.
La zona degli altopiani, oltre ad essere una meraviglia paesaggistica ospita i laghi formati dai crateri vulcanici e si può navigare anche lì.

Proseguendo c’è l’esplosione di colore dei mercati: rosso, arancio, verde, è un tripudio per gli occhi. In questa zona, infatti, la maggior parte della popolazione è maya e porta con sé tradizione e costumi.

L’esperienza con guida

Ad accompagnarci durante il viaggio c’era un signore maya di 71 anni, parlava italiano e oltre a questo è stato interessante approfondire con lui i vari aspetti sociopolitici, ci ha dato una visione completa del Paese. Ci ha fatto scoprire scorciatoie e piccoli percorsi extra che generalmente non fanno vedere. Ad esempio, arrivati a Livingstone, un paese sull’oceano, abbiamo scoperto che lì c’è una tradizione reggae e i giovani, insieme alla guida, hanno improvvisato per noi un concertino con tamburi e canti.

Strade e trasporti

Per quanto riguarda gli autisti, sono stati molto professionali. Girare in questi posti significa immergersi in un traffico pazzesco, anche se come dicevo all’inizio di turismo in questo periodo c’è n’è poco.

Tutti qui hanno la macchina e c’è un giro di mezzi pesanti da paura, perché non c’è la ferrovia. Le strade sono larghissime e costruite in cemento, per questo si rovinano presto. Per evitare incidenti, sulle strade ci sono i tumulos, dei piccoli dossi, costruiti appositamente per ridurre l’eccessiva velocità dei guatemaltechi.

Abbiamo viaggiato in minibus privati da 18 posti, con aria condizionata. I loro pullman pubblici sono davvero caratteristici: importano dagli Stati Uniti dei vecchi scuola bus dismessi e li trasformano in quel modo tutto colorato e pieno di luci. I taxi non mancano e nei paesi più piccolini ci sono i Tuk Tuk, i vecchi apetti della Piaggio.

Come sono gli alberghi

Tutte le strutture dove abbiamo dormito sono ben amalgamate nell’architettura locale, tranne ovviamente Guatemala City, dove ci sono le grandi catene alberghiere. In tutte le altre località minori le strutture si immedesimano bene nel paesaggio e anche i 3 stelle sono buonissime e hanno di tutto. Quelli di Antigua sono spettacolari, ci sono bed and breakfast e hotel boutique che sono degli ex conventi con tutte le comodità (doccia, aria condizionata, camino in camera).

Cosa mi porto a casa da questo viaggio

Di questo viaggio, quello che colpisce è sicuramente la gente. L’ospitalità è massima, anche il contadino o il signore del mercato ti offre il tè e ti invita a casa, ma senza insistere. C’è molto rispetto per il turista. Noi eravamo un po’ prevenuti, siamo stati attenti e abbiamo evitato di mostrare oggetti preziosi, gioielli ecc. ma non ci hanno dato mai l’impressione che volessero fregarti (sia nel senso di rubare, né il farti pagare le cose più di quello che sono).

Se parti con un viaggio organizzato mangi bene, dormi bene e trovi guide che fanno tour spettacolari del Paese. L’unica pecca è che nella zona degli altipiani è un po’ sporco, mentre nella zona sud non si trova nemmeno un pezzo di carta in strada e i giardini sono curatissimi.

In generale la sensazione che porti a casa dopo un viaggio del genere è di pace e tranquillità. In Guatemala e Honduras perdi il senso del tempo, mentre noi siamo sempre di corsa, le persone qui vivono alla giornata, senza frenesia. Alla popolazione basta poco, non cerca altro e anche noi alla fine ci siamo lasciati trasportare dal loro modo di vivere, dimenticandoci perfino di guardare i cellulari!

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