Alla scoperta della Birmania con Apatam

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Alla scoperta della Birmania con Apatam

Il Myanmar è il più grande paese del sud-est asiatico. E’ una terra affascinante e magica popolata da svariate culture indigene, dominate dalla Bamar. In questo Paese il monastero è il centro della vita culturale della comunità e i monaci sono venerati anche dai laici. È la terra delle pagode, quella più antica si trova a Yangon (capitale del Myanmar fino al 2005 ed è il cuore economico del Paese) ed è la Botataung Paya, mentre la Pagoda con il Budda Reclinato è Chaukhtatgyi Paya. Sempre a Yangon, nella zona centro nord della città, si trova la Pagoda con il Buddha seduto Ngahtatgyi Paya e sulla collina di Mindhamma c’è la Pagoda con il Buddha in marmo Kyauk Daw Kyi. Tra le pagode più belle c’è lei, la Shwedagon Paya, il luogo religioso più sacro della Birmania che contiene le reliquie del Buddha ed è ricoperta da svariate tonnellate d’oro e diamanti.

Ma ora lasciamo la parola a Giovanna che dopo il viaggio con Apatam racconta la sua esperienza.

La domanda classica è: si dice Birmania o Myanmar?

Alla fine degli anni ’80 la scelta del nome da usare indicava una scelta politica: Birmania è la traduzione dell’Inglese Burma (nome dato nel periodo coloniale britannico, per renderlo più pronunciabile) e Mynamar è il nome imposto dal regime militare. Negli anni ’90 l’utilizzo di un nome piuttosto che un altro ha indicato una scelta politica. Oggi non è più così: la stessa Aung Saan Suu Kyi li utilizza entrambi. Anche se i due nomi sembrano molto diversi con il nostro alfabeto, hanno la stessa radice e suonano molto simili in lingua birmana; la gente usa Myanmar in contesti formali e Burma nel linguaggio di tutti i giorni.

Myanmar, Burma, o Birmania, mon amour

Ho fatto già diversi viaggi per Apatam e, pur essendo tornata sempre molto propositiva e soddisfatta, non sono mai stata in grado di rispondere alla domanda che mi è stata fatta tante volte: – quale è il viaggio che ti è piaciuto di più? – Adesso posso dire: Birmania!

Premetto di avere una passione per i Paesi del Sud Est Asiatico, ma la Birmania mi ha veramente colpita: la bellezza dei luoghi storici, la natura incontaminata, la tranquillità e gentilezza della gente.

Le nostre guide sono più o meno sempre le stesse e sono dei professionisti veramente preparati (la signora Ghantgaw Naing e suo marito Patrick, il sig. Ko Louis Thaung) che parlano un perfetto Italiano e che hanno una grande passione per il loro Paese, oltre a una cultura che spazia in diversi settori e che dà al viaggiatore una visione complessiva delle infinte sfaccettature di un Paese che contiene 8 gruppi etnici principali, suddivisi a loro volta in 135 sottogruppi.

Le principali etnie si incontrano quotidianamente e sono riconoscibili dall’abbigliamento e dai colorati copricapi. Anche i ragazzi più giovani, i più moderni sempre con il cellulare alla mano, vestono con orgoglio i colori e i copricapi della loro tribù.

Foto di G.Talliano

Uomini di ogni età, impegnati nelle attività più diverse, indossano il caratteristico longy, una gonna legata alla vita che scende fino alle caviglie.

Viaggiando in Birmania si ha la fortuna di vedere le persone impegnate nelle loro attività quotidiane, perché i viaggiatori si possono mischiare tranquillamente alla realtà, senza sentirsi turisti.

Il mio gruppo era composto da persone molto curiose e non sono mancate le discussioni con la guida, soprattutto sulla posizione della Signora e sulla persecuzione dei Rohingya. E’ da una decina di anni che le guide possono esprimere liberamente il loro pensiero e lo scambio di opinioni è molto apprezzato.

Il percorso del viaggio si svolge tranquillamente, gli spostamenti sono lunghi ma non pesanti. Il tempo dedicato alla navigazione sul lago Inle è risultato molto interessante, per la particolarità e diversità dei luoghi visitati. La giornata di navigazione che serve per raggiungere Bagan da Mandalay è stata un piacevole diversivo e un momento per spezzare la fatica del viaggio.

Il nostro percorso è classico e organizzato in modo da toccare le città più interessanti dal punto di vista storico e monumentale: Yangon e Pegu, il lago Inle, Mandalay con le sue antiche capitali e Mingun, Bagan sono però luoghi che vanno al di là dell’interesse storico e che rimangono nella mente e nel cuore.

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