Apatam in fiera al Bit-2019: Giovanna ci racconta com’è andata

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Apatam in fiera al Bit-2019: Giovanna ci racconta com’è andata

Questo mese a Milano c’è stata la fiera BIT – la Borsa Internazionale del Turismo, una manifestazione che accoglie operatori turistici e viaggiatori da tutto il mondo. La fiera è l’occasione per Apatam di conoscere nuove persone e rivedere vecchi collaboratori e quest’anno e Giovanna ci racconta la sua esperienza.

Da quanti anni partecipi alla fiera di Milano e perché?

Seguo Paolo alla BIT da Aprile del 2010, (la foto che vedete sopra è dello stesso trio di quest’anno nel 2010). Non ho partecipato tutti gli anni perché nel tempo abbiamo preferito dedicarci ad altre fiere, cioè il TTG di Rimini e la fiera ITB di Berlino.

Quest’anno siamo tornati dopo qualche anno di assenza, perché invitati dai colleghi Giapponesi che hanno una nuova collaboratrice italiana Chiara, che vive a Tokyo.
Anche se la BIT è diventata negli anni una fiera piuttosto piccola, penso che sia importante partecipare per dire a chi si presenta che ci siamo. A me piace andare alle fiere in generale, per “dare una faccia alle email”: vedere e stringere la mano delle persone che sento tutti i giorni dall’altra parte dello schermo.

Quali sono gli stand che visitate di solito?

Gli stand dei nostri collaboratori che si presentano alla BIT: quest’anno l’India (sempre presente), il Marocco, l’Algeria, etc.
Incontriamo anche colleghi che non hanno stand ma sono a piedi, come noi. Ci sentiamo prima via email e ci scambiamo i numeri di telefono per metterci d’accordo lì per lì. Spesso incontriamo anche i nostri accompagnatori o si presenta l’occasione per incontrare di persona chi ci invia il suo CV. Quest’anno Paolo ha fatto un vero e proprio colloquio a una nuova accompagnatrice, che ci ha inviato il suo CV e che avevamo piacere di incontrare di persona.

Quali idee e informazioni avete raccolto negli anni in fiera? E in questa edizione?

Le idee vengono più che altro dalle altre due fiere perché qui c’è poco materiale, ma abbiamo parlato, ad esempio, dell’autunno in Giappone, in una zona che non abbiamo ancora proposto. E’ chi espone che ci dà nuovi spunti. I colleghi rispondono anche alle critiche che vengono fatte dai viaggiatori e che noi riportiamo loro e ci danno dettagli aggiornati sulle strutture e sulle situazioni politiche ed economiche dei vari Paesi, non quello che si vede dai telegiornali ma quello che si “respira” in loco al giorno d’oggi. Così sappiamo anche se è il caso o no di proporre alcuni Paesi e sappiamo cosa dire ai clienti se sono preoccupati.

Quali sono le tendenze che avete colto in fiera?

Vengono richiesti viaggi sempre più veloci e meno approfonditi, noi rimaniamo una mosca bianca.
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2 Commenti
  1. ho letto le testimonianze dei tre viaggiatori Apatam e sono assolutamente d’accordo con i loro giudizi non concordo con l’affermazione che le tendenze indicano una richiesta di viaggi più veloci e meno approfonditi che può valere per turisti giovani e che hanno poco tempo a disposizione (vedi lavoro e famiglia) ma non chi è in pensione e può permettersi più agevolmente tempo e qualche soldino in più. Il viaggio di quest’anno in Bolivia 19 aprile di 13 giorni è stato bellissimo ma faticoso per quasi tutti i partecipanti (più o meno pari eta vicino ai settanta e oltre) troppo di corsa e l’altitudine non facilitava. Durante viaggi in luoghi così lontani piacerebbe poter avere il tempo di conoscere le città anche di notte fare anche una breve passeggiata ma la stanchezza non lo ha permesso. Sono convinta che questi paesi lontani si possono affrontare con non meno di due settimane considerando anche la perdita di tempo degli spostamenti aerei.

    1. Gentile sig.ra Neri,
      la ringrazio di aver condiviso il suo pensiero.

      Purtroppo è realtà che ci vengano chiesti viaggi sempre più veloci
      a causa del poco tempo a disposizione. E’ una cosa che non ci fa piacere
      e quindi cerchiamo di offrire viaggi corti e viaggi più lunghi che vanno ad
      accontentare tutti i viaggiatori.
      Nel caso specifico del viaggio in Bolivia a cui ha partecipato, ha ragione e
      stiamo già valutando altre strade future. Già basterebbe aggiungere un giorno
      nella parte degli altipiani per assorbire meglio la fatica dell’altitudine.
      Nella formulazione dei viaggi dobbiamo valutare tante cose, tra cui anche
      i prezzi che poi vanno a penalizzare il nostro lavoro. E alle volte, ci creda,
      un giorno in più fa la differenza.

      Ma ci proveremo.

      Un cordiale saluto. Paolo

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