Restare giovani per scoprire il mondo con i viaggi di gruppo

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Restare giovani per scoprire il mondo con i viaggi di gruppo

I viaggi di gruppo organizzati sono la soluzione ideale per chi ha voglia di viaggiare e scoprire il mondo senza preoccupazioni. Per alcuni la filosofia del viaggio di gruppo è una specie di elisir di lunga vita. Vedere il mondo dovrebbe essere un momento di scoperta che può trasformarsi in un’esperienza di benessere quando si fa in compagnia di altre persone.

Viaggiare in compagnia

Non è un segreto che la socievolezza sia un tratto che si rivela una parte cruciale dell’invecchiamento. Non solo le forti connessioni sociali aiutano a difendersi da problemi come la depressione, noto per rubare anni da una vita, ma come spiega Rogalski, Ph.D., neuro scienziato e professore associato di psichiatria e scienze comportamentali alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University, parlare è tassativo: “Le conversazioni ti fanno funzionare il cervello“.

La mancanza di relazioni sociali, o l’insoddisfazione rispetto a quelle che si hanno, incide negativamente sul sistema immunitario, rendendolo più fragile. L’impatto sulla salute sarebbe analogo a quello del fumo di sigaretta e addirittura superiore a quello dell’obesità.

Melissa Gartenberg Livney, Psy.D., psicologa geriatrica della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania, sottolinea che quando le persone viaggiano, in genere lo fanno con un partner, un coniuge, un gruppo di amici o in una specie di moda organizzata. “C’è un senso della comunità costruito … Mentre le persone invecchiano e le abilità degli amici potrebbero non essere all’altezza delle loro, viaggiare in gruppo può aiutare a entrare in contatto con persone simili“.

Allargare gli orizzonti

Se in viaggio riusciamo ad essere più rilassati e manteniamo un atteggiamento positivo, invecchiamo meglio! Il viaggio vissuto con lo spirito giusto ci rende più tolleranti, ci apre gli occhi a prospettive personali diverse dalle nostre e ci obbliga ad avere un pensiero flessibile. Tutte queste dinamiche favoriscono anche l’empatia, stimolano la capacità di metterci nei panni degli altri e vedere altre realtà tanto speciali quanto la nostra.

In altre parole: si è quello che si pensa di essere e la conferma arriva da uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association, dove si è visto che le persone che pensano all’età come a un mezzo per diventare più saggi e avere una maggior soddisfazione generale, hanno oltre il 40% di probabilità in più di riprendersi da una disabilità rispetto invece a coloro che vedono la vecchiaia come sinonimo d’incapacità (di fare qualcosa) o inutilità.

Una storia che ispira

June Scott, 86 anni, è un signore che partecipa allo studio SuperAging della Northwestern University: un progetto di ricerca che analizza il cervello di persone che sembrano resistenti ai cambiamenti di memoria dannosi spesso associati all’invecchiamento. I risultati degli studi suggeriscono che gli unici denominatori comuni tra i SuperAgers sembrano essere i loro incredibili ricordi e cervelli giovanili, ma Scott dice che sono i suoi viaggi a mantenerlo giovane: “Sono una persona curiosa. Voglio essere uno studente per tutta la vita, e per me, viaggiare rende la vita molto più interessante.” L’articolo completo in inglese lo trovate al link  https://www.cntraveler.com/story/why-travel-may-be-the-secret-to-a-longer-life

E voi, cosa fare per sentirvi giovani?
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