Cosa ti spinge a viaggiare? La video intervista a Linda, viaggiatrice Apatam

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Cosa ti spinge a viaggiare? La video intervista a Linda, viaggiatrice Apatam

Sono una persona che ama vedere le cose sul posto. Mi piace viaggiare e mi piace conoscere luoghi e persone. L’abitudine mi uccide, so che le routine da un lato danno certezze, ma nello stesso tempo portano via il tempo per “vivere” certe cose, perché appunto ti ci adagi”.

Abbiamo voluto aprire questo articolo con le parole di Linda che, in questa seconda video intervista dedicata ai viaggiatori Apatam, ci fa riflettere sul viaggio come occasione per staccare la spina e ci dà lo spunto per riflettere su un argomento che forse consideriamo scontato, ma che riguarda tutti: le abitudini e le routine.

Il messaggio è chiaro: viaggiare è uscire dalla bolla e accorgersi che il mondo non è solo il nostro piccolo giardino, la nostra città e tutto ciò che già conosciamo, il mondo vero è là fuori e tutti possiamo vederlo.

In passato il viaggio era un’esperienza di nicchia o da fare una volta nella vita e viaggiare oltre confine era davvero sinonimo di un livello sociale elevato. Oggi grazie al web i luoghi sono “più vicini” e nel mondo sempre più interconnesso, si annullano le distanze tra persone, imprese e culture.

Vi ricordate l’ intervista di Antonella? Anche lei ci ha parlato del suo “vizio di viaggiare” per lei, infatti, viaggiare è un modo sano di staccare dalla quotidianità.

Abitudini e routine, un viaggio ci salverà?

Circa un anno fa, Gerhard Roth, professore di fisiologia del comportamento e neurobiologia all’Università di Brema, in un’intervista ha risposto a qualche domanda sul nostro cervello e su come gestiamo questa faccenda delle abitudini.

Ad esempio, sapevate che svolgiamo automaticamente più dell’80% delle nostre azioni? Ecco, partendo da questa premessa, il professore dice che: “Il cervello adora trasformare ogni nostro comportamento in routine, perché pensare costa fatica. Le routine ci aiutano a risparmiare energia e a minimizzare i rischi. Tutto questo ha un senso da un punto di vista neurobiologico ed è utile alla sopravvivenza. A volte però può essere dannoso, ad esempio nel caso delle cattive abitudini” e continua: “col passare del tempo diventa sempre più faticoso cambiare abitudini.

E c’è qualcos’altro che possiamo imparare da questa lezione. Infatti sostituire una vecchia abitudine con una nuova è estremamente difficile, ma una forte motivazione o la promessa di una ricompensa può aiutarci a cambiare prospettiva.

Anche noi di Apatam crediamo che viaggiare sia un modo per conoscere, per scoprire e anche per lasciarsi stupire da ciò che troveremo là fuori, nel mondo.
E i nostri clienti lo confermano, come testimonia Linda parlando di uno dei suoi ultimi viaggi: “In Iran la gentilezza e la bellezza di quel popolo mi ha affascinato”. Una bella ricompensa, vero?

E a voi cosa vi spinge a viaggiare? Qual è la vostra più grande ricompensa dopo un viaggio? Ditelo nei commenti qui sotto!

Mentre pensate a una risposta potete lasciarvi ispirare dalle parole di Linda e dalle sue esperienze. Il video è proprio qui sotto, buona visione!

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